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Alle origini della nostra civiltà : la Grotta dell'Annunziata a Bussana

Per la rubrica culturale "Alle origini della nostra civiltà", ci siamo recati nel Comune di Sanremo, per visitare un luogo leggendario e di profonda venerazione della Liguria di Ponente: la Grotta dell'Annunziata.

Siamo stati accompagnati nella visita dai volontari dell'Associazione "Gente Comune", che quotidianamente cura ed accoglie i turisti ed i fedeli nella grotta. Abitata sicuramente fin dai tempi dell'uomo di Neanderthal, si hanno le prime notizie certe della grotta intorno al sec. XII. Secondo la leggenda, la grotta dell'Annunziata sarebbe servita come riparo ad una ragazza sordomuta che, in seguito alla visione della Vergine, avrebbe riacquistato la parola. All'interno della grotta si trova una chiesa regolarmente consacrata, che appartiene alla Parrocchia di Bussana. La chiesa conserva statue e sculture di alto valore artistico. Una serie di scavi archeologici ha portato alla luce diversi reperti preistorici, attualmente conservati presso il Museo civico archeologico di Sanremo.

Christian Flammia - 24 01 2018

 

 

 

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Alla scoperta del Santuario della Madonna dell'Acquasanta a Montalto con Christian Flammia

Christian Flammia con la rubrica "Alle origini della nostra civiltà", ci porta in Provincia di Imperia, in Valle Argentina, per visitare il Santuario della Madonna dell'Acquasanta.

Il Santuario, autentico scrigno del Ponente ligure, si trova a pochi chilometri dal paese di Montalto e, secondo la tradizione e fonti storiche, fu costruito nel 1453 per onorare la Madonna che in quel  luogo apparve per curare un vecchio infermo, con l'acqua sgorgata miracolosamente da una fonte. Il Santuario, per questo motivo, fu considerato "luogo sacro" e oggetto di particolare devozione da parte dei fedeli. Situato lungo l'antica via della transumanza, lungo i secoli, fu restaurato diverse volte a causa dei furti e saccheggi subiti e fu ricostruito definitivamente, con l'attuale facciata scenografica, alla fine dell'Ottocento, dopo i danni del devastante terremoto del 1887.

Christian Flammia - 04 01 2018

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Alla scoperta della Cappella rupestre di Santa Brigida alle pendici del monte Faudo con Christian Flammia

La quattrocentesca Cappella di Santa Brigida si trova nel comune di Dolcedo lungo la strada che porta alla cima del monte Faudo su una cresta che divide la Valle del San lorenzo dalla Valle Prino

Come riporta una antica incisione in caratteri gotici posta all'ingresso, la chiesa campestre fu costruita nel 1425, all'incrocio dei crinali di montagna e svolse per diversi secoli funzione di ostello e riparo per i viandanti e pellegrini.

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Secondo la tradizione, l'edificio religioso fu intitolato a Santa Brigida perchè nella notte del 31 agosto 1340 la Santa, nel suo viaggio verso Roma, passò da quelle parti e riuscì a sconfiggere le forze di satana. La fantasia popolare vuole che proprio la notte del 31 agosto, sul passo dove sorge la cappella, si può incontrare il diavolo. Pare, persino, che nelle vicinanze della Chiesa vi sia una pietra con il profilo del ginocchio del diavolo, impresso durante la sua fuga da Santa Brigida.  

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