san lorenzo mare immagine di come la burocrazia abbia la meglio sulla proposta della nuova caserma dei carabinieri

Di fronte alla richiesta di aprire un tavolo di confronto istituzionale con la Prefettura, l'Arma dei Carabinieri e i Comuni della Val San Lorenzo per valutare l'istituzione di un presidio unico di sicurezza nell'ex edificio SIP, l'Amministrazione comunale ha scelto di rispondere con un fermo e contorto "no".

La motivazione? Un lungo elenco di ostacoli tecnici, presunti costi astronomici e "impossibilità operative" che trasformano un semplice atto d'indirizzo politico in un fantomatico cantiere approvato da un giorno all'altro.

Vale la pena analizzare punto per punto come una proposta volta alla cooperazione istituzionale sia stata trasformata nel pretesto per non fare nulla.

1. Il "ripiegamento" che non c’è e l'odissea della burocrazia per i cittadini

L'Amministrazione sostiene che la Stazione dei Carabinieri di Dolcedo si trovi soltanto in una fase di "ripiegamento temporaneo" e che candidarsi a ospitarne la sede sia "prematuro".

Mentre la politica attende che le decisioni vengano prese a Roma o in Prefettura, la realtà quotidiana presenta già il conto ai cittadini. Gli abitanti delle frazioni e dei Comuni della valle, come Pietrabruna, per adempiere a qualsiasi pratica amministrativa o di denuncia prima gestita a Dolcedo devono oggi fare i conti con la sede provvisoria di Imperia. Chiedere di sedersi a un tavolo prima che le scelte diventino definitive non significa "sostituirsi al Ministero", ma evitare che la burocrazia metta a dura prova la vita dei cittadini.

2. Le telecamere non sostituiscono la presenza umana

Per dimostrare l'impegno sulla sicurezza, la risposta del Sindaco elenca con orgoglio gli investimenti nella Polizia Locale, gli ausiliari estivi e circa 250.000 euro spesi in videosorveglianza con lettori di targhe.

Nessuno nega l'utilità della tecnologia. Ma una telecamera si limita a registrare ciò che accade; non pattuglia le strade di notte, non accoglie un cittadino in difficoltà e non garantisce la tempestività di un intervento in carne e ossa. Ritenere che 5 km di distanza dalla Stazione di Santo Stefano al Mare siano sufficienti per coprire un intero territorio significa ignorare la conformazione della nostra vallata.

3. L'immobile privato e l'arte di fermarsi alla prima lettera senza risposta

Tra gli argomenti a supporto del voto contrario viene citato il fallimento dei contatti con la proprietà dell'ex edificio SIP (il fondo ARIES prima, BLUE SGR poi), rei di non aver risposto ad alcune lettere e telefonate tra il 2024 e il 2025.

È singolare che un'Amministrazione pubblica alzi le mani di fronte alla mancata risposta di una società immobiliare. Una mozione consiliare serve proprio a dare forza politica al Sindaco: presentarsi a un fondo d'investimento forte di un progetto d'area sovracomunale e del sostegno della Prefettura ha un peso ben diverso rispetto a un semplice "scambio di corrispondenza" senza esito.

4. Il fantasma dei 3,5 milioni e la "concretezza" degli sprechi

La risposta stima un costo da 3 a 3,5 milioni di euro per la caserma, spaventando il Consiglio con lo spettro di un mutuo insostenibile per un Comune di 1.300 abitanti.

Nessuno ha mai chiesto al Comune di staccare un assegno in solitudine o di indebitarsi al buio. L'obiettivo era verificare la sostenibilità economica condivisa, intercettare fondi statali o regionali e coinvolgere i Comuni limitrofi.

Ma soprattutto, parlando di "concretezza" ed efficienza della spesa pubblica: se secondo l'Amministrazione è un buon esempio di gestione spendere quasi 4 milioni di euro per fare e rifare più volte la stessa opera pubblica, allora la scala delle priorità economiche merita davvero un'attenta riflessione.

Conclusione: Amministrare è visionare, non elencare scuse

Cosa chiedeva, in sostanza, la mozione respinta?

  • Non di approvare domani mattina un cantiere milionario.

  • Non di requisire d'imperio un immobile privato.

  • Ma semplicemente di istituire un tavolo di consultazione permanente con la Prefettura, l'Arma dei Carabinieri e le amministrazioni della vallata per analizzare insieme ogni fattibilità.

Amministrare con "concretezza" non significa dire sempre non si può fare perché è difficile. Significa creare le condizioni affinché le soluzioni prendano forma. Respingere l'opportunità di avviare un dialogo istituzionale sulla sicurezza non è una dimostrazione di prudenza, ma un’occasione persa per il futuro di San Lorenzo al Mare e di tutta la sua valle.

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