
Domenica 6 settembre 2026, la frazione di San Bernardo di Conio (nel comune di Borgomaro) farà da cornice alle celebrazioni ufficiali per l'82° Anniversario della Battaglia di Montegrande, un momento solenne di memoria storica per onorare il sacrificio di tutti i partigiani e dei civili caduti per la Libertà.
L'evento è promosso dall'ISRECIm (Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia) insieme alle sezioni provinciali delle associazioni partigiane A.N.P.I. e F.I.V.L., con il patrocinio e il contributo del Consiglio Regionale – Assemblea Legislativa della Liguria e il patrocinio dell'ANED di Imperia.
Programma della Manifestazione
- Ore 9.30: Raduno dei partecipanti
- Ore 10.00: Ricevimento delle Autorità e inaugurazione della Mostra storico-fotografica sulla Resistenza Imperiese
- Ore 10.15: Deposizione della corona di alloro al Monumento alla Resistenza e consegna della targa in ricordo di Francesco Brilla
- Ore 10.45: Momento di preghiera nel ricordo dei Caduti
- Ore 11.15: “La nascita della canzone Fischia il vento”, monologo teatrale interpretato da Renato Donati
- Ore 11.30: Orazione ufficiale tenuta da Jan Casella, Consigliere Regionale della Liguria
La mattinata si concluderà con il tradizionale aperitivo conviviale aperto a tutti i presenti.
La Battaglia di Monte Grande: Il capolavoro di coraggio e libertà della Resistenza imperiese
Tra i crinali che uniscono la Valle del San Lorenzo e le alture dell'entroterra, il Monte Grande e i boschi di Rezzo custodiscono la memoria di una delle pagine più epiche e significative della Resistenza ligure.
Un video curato dall'Istituto Storico della Resistenza - Imperia ci riporta ai drammatici e gloriosi giorni del settembre 1944, quando sulle pendici del monte si decise il destino di oltre un migliaio di partigiani.
Dagli scontri iniziali all'accerchiamento
Sul finire dell'estate del '44, l'area strategica del Monte Grande – solcata dall'antica via Marenca e base della Prima Brigata Garibaldi – divenne teatro di una vasta operazione nazifascista . Dopo i duri combattimenti del 2 settembre che misero a dura prova la Seconda Divisione Partigiana "Felice Cascione", il comando tedesco pianificò una manovra a tenaglia con un imponente rastrellamento iniziato il 4 settembre .
Il momento più critico si registrò il 5 settembre: l'accerchiamento nemico minacciava di intrappolare più di mille combattenti della Prima Zona Liguria . L'unica via di salvezza passava per la conquista della vetta del Monte Grande, indispensabile per forzare la morsa e disperdersi in sicurezza nei boschi .
L'azione eroica dei dodici volontari
Fu allora che si consumò un'impresa straordinaria. Una squadra d'assalto composta da 12 giovani volontari, guidati da Massimo Gismondi ("Mancin") e supportati dal fuoco dei mortai manovrati da ex repubblichini della San Marco recentemente unitisi ai partigiani, scalò le pendici e conquistò la cima
Presidiata la posizione con un contingente di quaranta uomini, i partigiani riuscirono a coprire lo sganciamento di tutte le forze verso basi più sicure, portando a termine una magnifica vittoria strategica senza registrare alcuna perdita.
La memoria che vive oggi
Un'impresa che ancora oggi, ogni anno all'inizio di settembre, viene solennemente celebrata sul piazzale di San Bernardo di Conio, accanto al monumento alla resistenza .
A suggellare quel momento di coraggio restano i versi dedicati dal partigiano Carlo Rubaudo a Vittorio Rubicone ("Il Biondo"), che per primo raggiunse la vetta incitando i compagni:
"Salite compagni, ancora si vince... quest'oggi noi siamo immortali, quest'oggi si passa alla storia."
Un racconto di resistenza, unione e profondo legame con la nostra terra che continua a vivere attraverso la memoria storica e le voci di chi ha lottato per la libertà.
Guarda il video integrale della ricostruzione storica sul canale dell'Istituto Storico della Resistenza - Imperia: LA BATAILLE DE MONTEGRANDE.