
SANREMO – Se sabato la Milano-Sanremo dei professionisti era stata baciata da un sole primaverile e da quel clima mite che ha reso celebre la Riviera dei Fiori nel mondo, la domenica della Granfondo Sanremo-Sanremo ha mostrato un volto decisamente diverso. Niente cartolina scintillante, ma una realtà fatta di una pioggia sottile, noiosa e costante, accompagnata da quel freddo umido che mette alla prova la pazienza prima ancora dei muscoli.
Un Via Istituzionale sotto un Cielo Plumbeo
Il via ufficiale, dato dal Sindaco di Sanremo Alessandro Mager e dall'Assessore Giuseppe Sindoni, ha visto una carovana di appassionati partire dal Lungomare Salvo d’Acquisto non per una passeggiata di primavera, ma per una vera prova di carattere. La Riviera oggi non ha fatto sconti a nessuno, negando quel tepore che solo ventiquattro ore prima aveva scortato i campioni del World Tour.
La Sorpresa di San Lorenzo: Quasi Tutti a Piedi su Via Renovi
La vera "chicca" tecnica di questa edizione è arrivata a San Lorenzo al Mare. Gli organizzatori avevano promesso una novità e il Muro di Via Renovi non ha tradito le attese, trasformandosi nel giudice più severo della giornata.
Complice l'asfalto reso viscido dalla pioggerellina fredda e pendenze che tolgono il fiato, la scena è stata quasi d’altri tempi: una lunghissima processione di ciclisti costretti a scendere di sella e spingere la bicicletta a piedi. Un'immagine che riporta il ciclismo alla sua dimensione più umana e faticosa, dove la sfida contro la pendenza si vince, a volte, solo stringendo i denti passo dopo passo.
Un Viaggio tra Borghi e Storia
Nonostante il grigio, il percorso ha confermato tutto il suo fascino immenso. Da Imperia, con il passaggio tra Oneglia e Porto Maurizio, la risalita verso la Val Prino ha toccato borghi di straordinaria bellezza come Dolcedo, Pantasina e la frazione di Bellissimi. Poi la picchiata verso Civezza e la risalita della Cipressa, tra gli ulivi sferzati dal vento che disegnano il profilo tipico del Ponente Ligure.
La discesa verso Santo Stefano e la risalita a Terzorio e Pompeiana hanno portato il gruppo fino a Taggia, con il suo centro storico monumentale – secondo solo a Genova per importanza – che ha offerto uno spettacolo d'arte e storia prima dell'ultimo sforzo.
L'Epilogo sul Poggio e il meritato Ristoro a Villa Ormond
Il finale è stato il classico, doveroso tributo al mito: l'Aurelia affrontata a testa bassa e poi l'ascesa al Poggio di Sanremo. Una salita che, percorsa sotto una pioggia che non ha mai dato tregua, ha assunto il sapore di una conquista personale.
Tagliato il traguardo, infreddoliti ma felici, i corridori hanno trovato il loro meritato paradiso terrestre poco distante: il tradizionale Pasta Party all'interno del parco di Villa Ormond. Tra i piatti di pasta fumante e il calore dei racconti tra amici, l'umidità e la fatica della giornata sono state spazzate via dal sorriso di chi ce l'ha fatta. La Riviera dei Fiori oggi è stata severa, ma proprio per questo la medaglia conquistata ha un valore speciale.
Le Classifiche
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