boscomare no parco eolico

Sabato 13 giugno si è svolta la "Seconda passeggiata resistente" sul Monte Croce, un’iniziativa fondamentale organizzata dal Comitato InterVento Popolare insieme al sodalizio locale “Tuteliamo Boscomare e la sua valle”. Centinaia di cittadini si sono messi in cammino per tenere alta l’attenzione sul colossale progetto del parco eolico “Imperia Monti Moro e Guardiabella”: un'opera da 32 aerogeneratori e 30 km di nuove strade che rischia di impattare pesantemente sul delicato equilibrio dei nostri crinali.

Come rappresentante della minoranza di San Lorenzo al Mare, ho scelto di esserci. Non per fare passerella, ma per adempiere a un preciso dovere ispettivo e politico: documentare, ascoltare e imparare.

Il servizio video che abbiamo realizzato con le telecamere di Riviera dei Fiori TV mette in luce contenuti di straordinaria importanza tecnica e storica. Abbiamo ascoltato l'allarme lanciato da Daniel Delministro, il quale ha ricordato che il silenzio burocratico ministeriale di questi mesi non coincide affatto con un ritiro del progetto da parte della ditta bresciana 18più Energia S.r.l., che continua a muoversi sotto traccia. Abbiamo seguito il ragionamento appassionato di Valter Fossati, che ha illustrato lo straordinario patrimonio botanico, faunistico ed etnografico dei sentieri che rischiano di essere stravolti dai passaggi dei mezzi di cantiere.

Ma l'elemento che più di tutti deve far riflettere i cittadini di San Lorenzo è emerso con chiarezza nell'ultima parte del video, dove si è analizzato l'impatto devastante che questo progetto avrebbe sulla nostra viabilità locale.

Chi ha progettato l'opera dall'alto non conosce la Liguria. I componenti titanici di queste pale eoliche, lunghi decine di metri, per raggiungere l'entroterra dovrebbero necessariamente transitare dal fondovalle, trasformando San Lorenzo nel "collo di bottiglia" logistico dell'intera operazione. Parliamo di trasporti eccezionali costretti a passare a ridosso delle case, di modifiche geometriche radicali ai tornanti, di allargamenti forzati delle carreggiate e di un flusso continuo di mezzi pesanti che rischierebbe di paralizzare il traffico cittadino e dare un colpo letale alla nostra stagione turistica ed economica. Senza contare i rischi di dissesto idrogeologico su strade già fragili.

Davanti a uno scenario logistico così allarmante, che minaccia direttamente la qualità della vita e l'economia di San Lorenzo al Mare, l'assoluto distacco e il silenzio della nostra maggioranza consiliare sono ingiustificabili.

Mentre i comitati e i cittadini si mobilitano e studiano le carte, chi guida il nostro Comune preferisce girarsi dall'altra parte, ignorando l'impatto che questo gigante industriale avrebbe sulle nostre strade d'accesso. Noi la faccia continuiamo a mettercela, sia sui sentieri a 600 metri d'altezza per raccogliere i fatti, sia sui banchi del Consiglio Comunale per pretendere chiarimenti. Chi si rifiuta di guardare al futuro del territorio ha già perso in partenza.

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.