
Di fronte a problemi storici, dossier ambientali esplosivi e uffici tecnici a corto di memoria storica, la risposta del Palazzo è un muro di gomma burocratico: "Va tutto bene, non serve aiuto".
Ci sono momenti nella vita amministrativa di un paese in cui l'arroganza della politica dovrebbe fare un passo indietro per fare spazio al buon senso e all'interesse pubblico. San Lorenzo al Mare sta attraversando esattamente uno di questi momenti, ma chi governa sembra preferire il silenzio e la chiusura a riccio.
La proposta arrivata dai banchi della minoranza era chiara, concreta e a costo zero per le casse comunali: istituire una Commissione Consultiva per l'Urbanistica, la Viabilità Strategica e la Tutela Ambientale. Un tavolo tecnico e di confronto, aperto a esperti e consiglieri, nato per fare una cosa semplice: prevenire gli errori e affrontare insieme i problemi annosi che paralizzano il nostro territorio.
Un paese fermo al 1994 e dossier da incubo
Non parliamo di cavilli burocratici, ma di questioni che pesano sulla vita quotidiana e sul futuro dei cittadini:
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Un Piano Regolatore Generale (PRG) che risale al 1994 (scaduto da vent'anni), che costringe l'attività edilizia ed economica tra mille vincoli e interpretazioni contorte;
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La gestione e lo sviluppo strategico della Marina di San Lorenzo;
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Il transito dei trasporti eccezionali per il Parco Eolico, con l'impatto devastante che rischia di avere sulla nostra viabilità urbana e sulle nostre strade;
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Le emergenze ambientali a partire dal sito di Rio Inferno e Ponticelli, tra i rischi legati alla discarica e la montagna di oltre 100.000 metri cubi di smarino delle gallerie ferroviarie accumulati nel nostro territorio.
A tutto questo si aggiunge un fattore drammatico: il recente pensionamento dei due tecnici storici del Comune. Un azzeramento repentino della "memoria storica" degli uffici che rischia di esporre la macchina amministrativa a scivoloni, ritardi e contenziosi legali costosissimi.
La risposta del Sindaco: il festival del burocratese
Di fronte a un quadro simile, qualunque amministrazione dotata di pragmatico senso di responsabilità avrebbe accolto con favore una mano tesa. E invece no. La maggioranza ha detto NO, liquidando la proposta con un documento che è un capolavoro di burocratica autoreferenzialità.
L'arroccamento del potere e il conto che pagheranno i cittadini
Tradotto dal burocratese al senso comune: la maggioranza non vuole sguardi indiscreti sui dossier scottanti. Preferisce gestire le partite di maggior rilievo nelle stanze chiuse, per poi portare in Consiglio decisioni già blindate e prive di un reale margine di discussione.
Definire "burocrazia in più" un organo consultivo e gratuito composto da tecnici esperti e rappresentanti dei cittadini è solo una scusa comoda per respingere il controllo preventivo e la trasparenza.
Prendiamo atto di questa scelta di arroccamento. Ma da oggi la narrazione cambia: la maggioranza ha dichiarato nero su bianco di non aver bisogno di aiuto e di avere il pieno e perfetto controllo di ogni criticità urbanistica e ambientale.
Da questo momento in poi, ogni ritardo sullo sviluppo del paese, ogni contenzioso legale che svuoterà le casse del Comune e qualsiasi criticità sui fronti caldi di Rio Inferno o della viabilità avrà un solo ed esclusivo responsabile politica e amministrativa: chi ha scelto di fare da solo pur di non condividere le scelte con il paese.




