balestra pier luigi

 Il 15 gennaio 1961 era una domenica. Per molti, a Sanremo, era il giorno dei preparativi per il Festival o delle passeggiate sul lungomare. Per me, è stato il giorno del primo respiro. Ma guardando oltre i confini della Riviera, il mondo che mi accoglieva era un luogo complesso, diviso e attraversato da conflitti che avrebbero segnato un'intera generazione.

Un compleanno tra "Grandi" della politica

Nascere il 15 gennaio significa condividere il calendario con personalità che hanno fatto della politica e dell'impegno la loro vita. Penso a Claudio Scajola (nato a Imperia nel 1948), che con me condivide le radici liguri, o a Giorgia Meloni (nata nel 1977), oggi alla guida del Paese. Figure diverse, ma unite da una data che sembra richiamare una forte determinazione.

1961: La "Guerra Fredda" che bruciava

Spesso si parla di quegli anni con nostalgia, ma noi nati nel '61 siamo figli di un equilibrio fragilissimo. Mentre l'Italia viveva il boom economico, le superpotenze giocavano a scacchi sulla pelle del Sud-est asiatico e dell'Africa:

  • L'inferno in Indocina: Proprio nel gennaio 1961, la situazione in Laos e Vietnam stava precipitando. Non era più solo una questione coloniale francese; era diventata una "guerra per procura". Gli USA di Eisenhower (e tra pochi giorni di Kennedy) inviavano i primi "consiglieri militari" per arginare l'avanzata comunista. La Cambogia e il Vietnam non erano nomi lontani, ma i fronti dove la Guerra Fredda diventava caldissima.

  • L'Africa in fiamme: Solo due giorni dopo la mia nascita, il 17 gennaio, veniva assassinato Patrice Lumumba in Congo, un evento che segnò il culmine delle tensioni post-coloniali e del coinvolgimento delle intelligence straniere nel cuore del continente.

  • Il Muro all'orizzonte: Solo pochi mesi dopo il mio primo compleanno, a Berlino sarebbe sorto il Muro. Il 1961 è stato l'anno in cui il mondo ha capito che la divisione tra Est e Ovest non sarebbe stata breve né indolore.

Sanremo: Un'isola di musica in un mare in tempesta

Nonostante le tensioni globali, la mia Sanremo restava il faro della spensieratezza italiana. Mentre il mondo discuteva di testate nucleari, in città si provavano le canzoni di Mina e Celentano. È questo il contrasto affascinante della nostra generazione: siamo nati nel punto di incontro tra la minaccia atomica e la voglia di ballare il rock'n'roll.

Conclusione

Essere nati il 15 gennaio 1961 significa avere nelle vene l'ottimismo del miracolo economico italiano, ma anche la consapevolezza di un mondo che lottava per la propria libertà in Vietnam, in Congo e nelle piazze d'Europa. Siamo figli di un'epoca che ci ha insegnato che nulla è scontato e che ogni fiore della nostra Sanremo ha un valore immenso, specialmente quando fuori soffiano venti di guerra.


 

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