
BAJARDO. Il borgo medievale di Bajardo torna a fermare il tempo per rivivere una delle sue pagine più intense, sospesa tra storia, mito e devozione comunitaria. Domenica 24 maggio 2026 si celebra il cuore pulsante della “Festa Ra Barca”, un evento che affonda le sue radici in oltre 800 anni di storia e che è ufficialmente riconosciuto come la manifestazione popolare più antica dell’intero Ponente ligure, sostenuta con orgoglio dall’Assessorato al Turismo di Regione Liguria.
Al centro dell’intera celebrazione vi è la tragica e struggente leggenda di Angelina, figlia del Conte Rubino, e del suo amore contrastato per un giovane marinaio di Pisa, giunto nell'antico borgo proprio per fare rifornimento del pregiato legname locale destinato ai cantieri navali della repubblica marinara. Una storia spezzata dal sangue: il Conte, fermamente opposto al matrimonio, decapitò la giovane ed espose la testa sulla piazza pubblica come monito per la popolazione. La reazione degli abitanti di Bajardo fu immediata e fiera: si ribellarono al nobile, ricomposero il corpo della fanciulla e imposero che le venissero tributati i massimi onori. Nacque così un rito che ogni anno trasforma la memoria collettiva in canti, piazze gremite e braccia tese verso il cielo.
Il primo atto: il taglio dell’Albero nel bosco comunale
Le celebrazioni dell’edizione 2026 si sono aperte ufficialmente nella giornata di ieri, sabato 23 maggio. Come da tradizione immutabile, i volontari del paese si sono dati appuntamento alle ore 15:00 davanti alla sede del Comune per poi dirigersi, sotto la guida del sindaco Remo Moraglia, nel fitto del bosco comunale. Lì, assecondando i favori dei cicli lunari, è avvenuto il taglio dell’Albero di Pentecoste, un pino colossale che sfiora i 30 metri d'altezza. Un'operazione millimetrica che richiede perizia, forza e rispetto per la natura, culminata con il faticoso ma trionfale trasporto del fusto fino al centro del paese, immortalato nel primo video del nostro speciale esclusivo di Riviera dei Fiori TV.
Oggi il culmine: la forza delle braccia e il canto "Ra Barca"
Oggi, domenica 24 maggio, giorno di Pentecoste, il borgo si trasforma sin dal mattino in un palcoscenico a cielo aperto. Dalle ore 10:00, i caruggi medievali si sono popolati di bancarelle d'artigianato e prodotti tipici del territorio. Il pomeriggio entrerà nel vivo alle ore 15:00 con la sfilata storica lungo Via Roma, animata dagli Alfieri e dalle Dame di “Castel Bajardo” e dai fastosi costumi del corteo storico del Rione Parasio di Taggia.
Il momento più atteso e carico di tensione mistica è fissato per le ore 16:00 in Piazza Parrocchiale. Qui, decine di uomini del paese uniranno le forze per issare a braccia, tramite un complesso sistema di funi, il gigantesco pino. Sulla cima dell'albero viene legata una fronda verde, simbolo della purezza e della memoria di Angelina. La tradizione locale è categorica: l'albero deve essere perfettamente eretto entro la mezzanotte, anche in caso di maltempo, per evitare sventure e assicurare una stagione propizia al borgo.
Una volta che l'albero maestro svetta verso il cielo, la piazza esplode nel tradizionale e suggestivo canto “Ra Barca”. Residenti e visitatori si stringono per mano, muovendosi in cerchio in senso orario e antiorario intonando l'antica ballata polifonica, supportati dallo straordinario apporto dei Cantori di Ceriana e dalle voci delle donne del paese, mentre lo storico Mauro Laura guiderà il pubblico nel racconto della leggenda.
Domenica 31 maggio: la calata e la storica asta del cerino
Come impone la consuetudine, l’Albero Ra Barca rimarrà esposto nella piazza principale per sette giorni esatti. Lo speciale di Riviera dei Fiori TV si concluderà domenica 31 maggio, quando a partire dalle ore 16:00 l'albero verrà abbattuto. La cerimonia di chiusura sarà arricchita dalle note della Fanfara degli Alpini di Col di Nava, in occasione del loro raduno annuale a Bajardo. Subito dopo, il tronco verrà battuto all’asta pubblica dal Gran Cerimoniere attraverso l'affascinante e antica pratica del cerino, il cui ricavato sosterrà le attività della comunità.
Continuate a seguire i nostri aggiornamenti video su www.rivieradeifiori.tv per vivere da vicino ogni singola emozione della Festa Ra Barca 2026.
Il Taglio dell'Albero e il Trasporto nel Borgo Nel primo capitolo del nostro speciale dedicato alla Festa Ra Barca 2026, le telecamere di www.rivieradeifiori.tv si addentrano nel suggestivo bosco comunale di Bajardo. A guidarci in questa prima, fondamentale fase è il sindaco,Remo Moraglia, che illustra il profondo significato culturale e comunitario del rito. Sabato 23 maggio, in condizioni di luna favorevole, una squadra di infaticabili volontari si è riunita per procedere al taglio dell'Albero di Pentecoste: un pino maestoso, alto circa 30 metri, accuratamente selezionato per la perfezione del suo fusto e l'assenza di nodi, destinato a simboleggiare l'antico albero maestro della flotta pisana. Il video documenta l'emozionante momento dell'abbattimento controllato e le complesse operazioni logistiche per il trasporto del gigantesco tronco dal bosco fino alla storica piazza del paese, accolto dall'entusiasmo dei residenti. Un prologo perfetto che apre ufficialmente le celebrazioni.
La Domenica di Pentecoste e l'Omaggio delle Autorità Il secondo capitolo dello speciale di www.rivieradeifiori.tv vi porta nel cuore pulsante e più emozionante della Festa Ra Barca 2026 a Bajardo. La giornata di domenica 24 maggio ha visto il borgo medievale trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto sin dal mattino, tra i colori del mercatino artigianale nei caruggi e l'affascinante sfilata storica pomeridiana in Via Roma con i figuranti di "Castel Bajardo" e del Rione Parasio di Taggia.
Il momento di massima tensione e sacralità laica si è compiuto alle ore 16:00 nella Piazza Parrocchiale: il video documenta l'epica impresa di decine di uomini del paese che, unendo le forze e tirando le funi a braccia nude, hanno issato al cielo il colossale Albero di Pentecoste — il pino di 30 metri che simboleggia l'albero maestro della nave pisana — sormontato dalla fronda verde in memoria della tragica storia di Angelina. Un rito antico e potente, accompagnato dalle suggestive polifonie dei Cantori di Ceriana e della popolazione stretta in cerchio per l'antico canto "Ra Barca".
A testimoniare la straordinaria rilevanza culturale e turistica di questa tradizione — unica nel Ponente ligure e riconosciuta da oltre 800 anni — hanno preso parte attiva all'evento importanti rappresentanti istituzionali: gli Assessori di Regione Liguria Luca Lombardi e Marco Scajola, insieme alla Consigliera Regionale Chiara Cerri, che hanno espresso il forte sostegno della Regione a salvaguardia delle radici e dell'identità del nostro territorio.
BAJARDO. La cultura popolare e i riti arborei sanno creare ponti invisibili ma solidissimi, capaci di unire territori apparentemente distanti sotto il segno della comune identità storica. È quanto accaduto durante l’edizione 2026 della “Festa Ra Barca” di Bajardo, dove la secolare tradizione del Ponente ligure ha incontrato l'altrettanto storica tradizione della Val Seriana, in provincia di Bergamo.
A fare la loro comparsa tra i caruggi del borgo ed a mescolarsi con i volontari locali sono stati i membri dell'associazione “Soci del Màs” (che nel dialetto locale significa "Amici del Maggio"), provenienti da Ponte Nossa, un comune situato a nord di Bergamo.
Due comunità unite dal "Rito del Maggio"
I tre rappresentanti orobici, che hanno sfoggiato la caratteristica divisa verde del gruppo, non sono voluti rimanere semplici spettatori. Richiamati a Bajardo grazie a una rete di contatti nazionali legati allo studio e alla salvaguardia dei "riti del maggio" superstiti in Italia, i volontari bergamaschi hanno unito le proprie forze a quelle dei cittadini di Bajardo, afferrando le corde e aiutando attivamente a issare a braccia il colossale pino di 30 metri in Piazza Parrocchiale.
Le analogie tra i due eventi sono, del resto, sorprendenti. Come spiegato dagli stessi ospiti ai microfoni di www.rivieradeifiori.tv, a Ponte Nossa la tradizione prevede l'abbattimento e il trasporto di un intero abete. Anche in terra bergamasca il rito si compie esclusivamente a forza di braccia e corde, affrontando però un dislivello impervio di ben 450 metri per collocare l'albero su una rupe che sovrasta il paese. Un evento identitario forte che, esattamente come la Festa Ra Barca di Bajardo, sopravvive intatto da generazioni.
Verso un gemellaggio culturale tra Bajardo e Ponte Nossa?
La presenza dei "Soci del Màs" a Bajardo apre ufficialmente la strada a un'affascinante prospettiva giornalistica e istituzionale: un futuro gemellaggio culturale tra le due feste. Entrambe le manifestazioni celebrano la natura, la primavera e la forza della comunità che si fa spalla e braccio teso per innalzare un simbolo verso il cielo.
I contatti avviati in questa edizione potrebbero presto tradursi in uno scambio formale tra l'amministrazione ligure guidata dal sindaco Remo Moraglia e la comunità della Val Seriana, creando un circuito virtuoso di turismo culturale e antropologico capace di valorizzare l'Italia dei borghi storici.
Un tocco di modernità ha infine caratterizzato la delegazione bergamasca: sulla schiena delle loro magliette campeggiava un QR-Code. Scansionandolo, residenti e turisti di Bajardo hanno potuto accedere direttamente a un archivio digitale di foto storiche degli anni '40 e '50, un modo originale per mostrare come, a centinaia di chilometri di distanza, la fatica e la gioia degli uomini del passato fossero esattamente le stesse di quelle vissute oggi in Piazza Parrocchiale.
Riviviamo insieme in questo video i momenti salienti della giornata conclusiva della storica Festa di "Ra Barca" a Bajardo, un antico borgo medievale arroccato nell'entroterra ligure, dove la tradizione affonda le radici in secoli di storia e leggenda. Dopo essere rimasto esposto nella piazza principale del paese per sette giorni esatti, come impone la consuetudine, l’Albero "Ra Barca" è stato calato e abbattuto alle ore 16:00, dando il via a una cerimonia ricca di emozione e folklore. A rendere l'atmosfera ancora più solenne e festosa sono state le note della Fanfara degli Alpini di Col di Nava, giunta in paese in occasione del loro raduno annuale a Bajardo. Un connubio perfetto tra canti della tradizione e orgoglio locale. Il momento più atteso e affascinante è stato senza dubbio la storica asta pubblica del tronco, gestita magistralmente dal Gran Cerimoniere. Attraverso l'antica e suggestiva "pratica del cerino" (dove l'ultima offerta valida è quella prima che la fiammella si spenga spontaneamente), l'albero maestro e gli altri tre tronchi tagliati nel bosco sono stati battuti per una cifra totale di 500 euro. Un importante contributo popolare, il cui ricavato sosterrà interamente le attività e i progetti della comunità di Bajardo. Guarda il video per respirare la magia di questa festa unica, tra storia, musica degli Alpini e l'adrenalina dell'asta finale! Se il video ti è piaciuto, lascia un Like 👍, Iscriviti al canale e attiva la campanella 🔔 per non perdere i prossimi viaggi tra le tradizioni più belle d'Italia!




