Finalmente è ufficiale: l'Opera 261 riapre le sue porte. Dopo quasi sei anni di chiusura forzata, causata dai devastanti danni della tempesta Alex che nel mese di ottobre del 2020 ha colpito duramente la Val Roia, il Museo del Vallo Alpino di Vievola è pronto a accogliere nuovamente i visitatori.
Questo straordinario traguardo è stato raggiunto grazie al duro lavoro e alla passione incrollabile dei membri dell'ASVAL, supportati dall'aiuto insostituibile del Comune di Tenda e, soprattutto, del Dipartimento delle Alpi Marittime.
A partire da agosto 2026, sarà di nuovo possibile esplorare l'unica Opera del Vallo Alpino interamente restaurata e riallestita nell'esatta configurazione del 1940, utilizzando esclusivamente materiali e reperti originali dell'epoca.
Grandi novità in arrivo
I visitatori troveranno ad accoglierli tantissime novità, sia negli spazi interni che nel percorso esterno, pensate per rendere l'esperienza ancora più immersiva e storicamente accurata.
Una data dal forte valore simbolico
La scelta del giorno di riapertura non è affatto casuale: il taglio del nastro avverrà il 7 agosto 2026. Questa data segna esattamente il decimo anniversario dalla prima, storica apertura del Museo, avvenuta nel lontano 2016.
Per info e prenotazioni
7 Agosto 2016, dopo due anni di lavoro, l'opera 261 è stata finalmente aperta al pubblico. Si tratta dell'unica opera del Vallo Alpino ripristinata come si trovava in origine, alla vigilia della seconda guerra mondiale. Infatti, l'unica altra opera restaurata, al Passo di Monte Croce Carnico, al confine con l'Austria, è stata mantenuta “in servizio” sino al 1992 e successivamente restaurata dall'ASSFNE (Associazione per lo Studio e la Salvaguardia delle Fortificazioni a Nord Est), con impianti e attrezzature “moderni” risalenti cioè agli anni '50-'80.
I lavori hanno riguardato tutti gli aspetti: dalle murature e pavimenti, rovinati a causa dell'incuria, del tempo e di alcuni “errori” costruttivi; all'installazione delle porte stagne, previste ma mai messe in opera; alla ricostruzione di impianti, suppellettili e armamenti, asportati completamente nel 1943-1947.
All'interno sono stati quindi riportati tutti quei materiali recuperati dall'ASVAL nel corso degli anni. Alcuni oggetti sono stati restituiti da persone che li hanno ritrovati in cantine, sottotetti e campagne della Valle Roia, ovviamente inutilizzati: brande, tavoli, panche, casse per munizioni, vestiario, buffetterie, parti di impianti ecc. e che hanno permesso il ripristino pressochè completo della dotazione dell'opera.
A queste persone e a tutti i quali hanno prestato il loro lavoro e impegno, ovviamente, va il nostro sentito ringraziamento.
Il Sindaco di Tenda, nel corso dell'inaugurazione, ha sottolineato il carattere “di pace” di questo progetto; infatti ha ricordato che, queste strutture militari, sono state costruite per dividere, per separare due paesi e ora invece, li uniscono grazie a persone che, dalle due parti della frontiera, ora lavorano insieme per il recupero e la salvaguardia di queste opere militari. Questa iniziativa lancia quindi un forte messaggio di pace.
Il video del discorso del Sindaco di Tenda




