
Nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, presso la sua abitazione a Bra (Cuneo), all'età di 76 anni, è mancato Carlo Petrini. Con la sua scomparsa, il mondo perde uno dei più grandi pensatori contemporanei, un uomo capace di coniugare la gioia della tavola con la giustizia sociale e la salvaguardia del pianeta.
Dalla provocazione di Piazza di Spagna all'impero del "Buono, Pulito e Giusto"
Nato a Bra nel 1949, Petrini ha saputo trasformare la gastronomia da semplice edonismo borghese a profonda scelta politica e culturale. La sua epopea comincia negli anni '80: prima con l'associazione Arcigola, poi con la storica e rumorosa protesta del 1986 contro l'apertura di un fast food in Piazza di Spagna a Roma.
Quella che sembrava una battaglia locale di resistenza culturale si trasformò, nel 1989 a Parigi, nella firma del Manifesto Internazionale di Slow Food. Da quel momento, l'idea di un cibo "Buono, Pulito e Giusto" ha ridefinito le agende politiche globali, mettendo al centro i diritti dei contadini, la difesa della biodiversità e il contrasto all'omologazione alimentare.
"Chi semina utopia, raccoglie realtà", amava ripetere Carlo Petrini. Una frase che sintetizzava perfettamente la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possano essere realizzabili.
Una vita di istituzioni e ponti culturali
Dalla sua straordinaria capacità di visione, dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità, sono nate intuizioni che hanno fatto la storia:
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Slow Food (1986): Oggi movimento globale presente in oltre 160 Paesi.
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Terra Madre (2004): La rete internazionale che ogni due anni riunisce a Torino migliaia di comunità del cibo, contadini, allevatori e accademici da tutto il mondo.
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L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004): Il primo ateneo al mondo interamente dedicato alla cultura del cibo.
Negli ultimi anni, Petrini aveva stretto un profondo legame di stima reciproca con Papa Francesco, diventando nel 2017 co-fondatore delle Comunità Laudato si', ispirate all'omonima enciclica papale, per promuovere l'ecologia integrale e il contrasto allo scarto alimentare. Nominato nel 2016 da Ban Ki-moon "Ambasciatore Speciale della FAO" per la Fame Zero, Petrini è stato inserito dal Guardian tra le "50 persone che potrebbero salvare il pianeta".
L'eredità di un visionario
Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando fianco a fianco con le persone, i giovani in particolare, dei quali auspicava fraternità, intelligenza affettiva e un'intramontabile "austera anarchia".
La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare e il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà le future battaglie ecologiste. La terra, per la quale ha lottato fino all'ultimo respiro, oggi lo accoglie per l'ultimo viaggio.




