inaugurazione piazza renato marvaldi

SAN LORENZO AL MARE  2 maggio 2026 – Ci sono storie che si intrecciano in modo indissolubile con l'identità di un luogo. Quella di Renato Marvaldi, conosciuto affettuosamente come "U piccenin", è la cronaca di un uomo che non si è limitato a vivere il proprio paese, ma ha contribuito a inventarne il futuro. Oggi, quella stessa comunità che ha servito con dedizione si prepara a rendere eterno il suo ricordo con l'intestazione della piazza principale, cuore pulsante delle manifestazioni cittadine.

Dalle origini contadine all'eccellenza artigiana
Nato a Cesio nel 1942, ultimo di otto figli di una famiglia contadina, Marvaldi approda a San Lorenzo al Mare ancora bambino. È qui, tra la località Collarina e i campi da pallone elastico, che affonda le sue radici. Dopo gli studi tecnici a Castelvecchio, la sua ascesa professionale lo vede trasformarsi da giovane elettricista a stimato imprenditore.

La sua azienda artigiana diviene in breve tempo un punto di riferimento per il territorio, gestendo impianti pubblici cruciali tra San Lorenzo e San Bartolomeo al Mare, e collaborando con realtà industriali di prestigio come il Pastificio Agnesi di Imperia e lo stabilimento farmaceutico Testa di Albenga.

L'uomo dell'emergenza e del rilancio
La figura di Marvaldi emerge con forza negli anni Novanta. Durante la grave siccità che colpì la zona, Renato fu in prima linea, lavorando giorno e notte su pozzi e impianti per garantire l'acqua ai suoi concittadini. Ma il suo contributo più visionario avvenne sul piano sociale e turistico.

In un'epoca in cui San Lorenzo appariva priva di slancio, Marvaldi – sostenuto dalla moglie Loretta e da un gruppo di amici, tra cui i sindaci Luciano Re e Franco Bianchi – ebbe l'intuizione di trasformare il "solettone" a mare in un centro di attrazione. Furono sue le idee che cambiarono il volto dell'estate ligure:

I fuochi d'artificio sul mare: Insieme all' impreditore Alvaro Brugo  e Vinotti Emilio per la prima volta sparati da una chiatta al largo.

Le serate di ballo liscio: con grandi orchestre che richiamavano turisti da tutta la provincia.

La tradizione gastronomica: l'allestimento di stand per la distribuzione di piatti tipici, tra cui la celebre prima sagra dei ravioli fatti a mano.

Un'eredità che continua
La forza di Renato Marvaldi risiedeva nella capacità di unire le generazioni: dai diciottenni ai settantenni, tutti lavoravano fianco a fianco sotto la sua guida, mossi da una fiducia cieca nel suo operato. Da quella comunione d'intenti sono nate realtà che ancora oggi animano il paese, come l'Unione Sportiva San Lorenzo, il gruppo Volley e la Pro Loco.

Intitolargli la piazza oggi non è solo un atto di memoria, ma il riconoscimento di un ruolo di stimolo che ha trasformato un piccolo borgo in una comunità coesa e orgogliosa della propria identità. Renato "U piccenin" non c'è più, ma il suo "cuore pulsante" continua a battere tra le cucine delle sagre e i sorrisi dei turisti che affollano le spiagge di San Lorenzo.

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