San Lorenzo al mare vignetta su ordinanze sindacali a passo di lumaca

Un’altra pagina da manuale dell’approssimazione amministrativa e dell’incapacità cronica di governare il territorio. L’ordinanza n. 1355 firmata dal sindaco Mazzarese sulle aree incolte in zona Terre Bianche non è la soluzione a un problema, ma la plastificazione plastica del fallimento politico di questa giunta.

Partiamo dai fatti, perché la toppa è peggio del buco. Si sbandiera ai quattro venti lo strumento dell’ordinanza "contingibile ed urgente" — invocando emergenze sanitarie, pericolo imminente e minacce alla salute pubblica — e poi cosa salta fuori? Che tra la ricezione dell’esposto (20 maggio) e il primo sopralluogo della Polizia Locale passano oltre trenta giorni. Tra la diffida di metà luglio e la verifica dell'inottemperanza passano altri due mesi di silenzio assordante in piena estate, con il rischio incendi alle stelle vicino alle abitazioni.

Dov’è l’urgenza? Qualsiasi giudice amministrativo un minimo rigoroso farebbe carta zuppa di un provvedimento che impiega più di tre mesi a compiere i passi elementari di un controllo. L’urgenza, evidentemente, esiste solo nella fantasia retorica di chi governa; nella realtà dei fatti si procede a passo di lumaca, tollerando il degrado per mesi per poi svegliarsi all'improvviso.

Ma il capolavoro  sta nella struttura del provvedimento. Tralasciando il dettaglio dilettantesco per cui in un documento ufficiale il nome del proprietario è stato maldestramente oscurato a penna, ma risulta perfettamente leggibile in controluce, l'amministrazione si erge a sceriffo, intima la pulizia in sette giorni e minaccia denunce penali.

Il problema vero, però, è un altro: nel dispositivo non c'è traccia dell’autorizzazione a entrare d'ufficio. L'ente non prevede minimamente di intervenire in via sostitutiva per ripulire l'area e presentare il conto. E così, l'intera macchina comunale si riduce a un'attesa passiva, affidandosi di fatto al "buon cuore" del proprietario di turno nella speranza che, con calma, si decida a prendere in mano la falce dopo mesi di polemiche e carte bollate.

Un'amministrazione che non sa coordinare i tempi di un sopralluogo, che inciampa persino sull'oscuramento dei dati anagrafici e che affida la sicurezza e il decoro di San Lorenzo alla buona volontà dei privati, dimostra per l'ennesima volta di non essere all'altezza di governare.

Per fare chiarezza su questa gestione a dir poco nebulosa e sui tempi biblici di un'azione amministrativa che definire "urgente" è un insulto al buon senso, ho depositato un'apposita interpellanza consiliare. Il Sindaco dovrà venire in Consiglio Comunale a spiegare ai cittadini perché ci sono voluti mesi per un controllo, che fine ha fatto l'efficacia coattiva dei provvedimenti e perché si continui a governare a suon di proclami vuoti anziché con atti concreti. Il territorio non ha bisogno di ordinanze-manifesto claudicanti, ma di risposte e trasparenza.

Il Mogugnatore Seriale — Pier Luigi Balestra, Consigliere di Minoranza (E non temete: per scoprire se il Sindaco riuscirà a spiegarci come si fa un’ordinanza urgente che impiega novanta giorni a partire, l'appuntamento è in Consiglio comunale. E venite pure al Teatro dell'Albero: lo spettacolo, in fondo, è gratis).

 

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