
CERVO (IM) – C’è un filo rosso che lega le piazze nebbiose della Milano del 1925, i bordelli di trincea della Grande Guerra e gli odierni scenari di conflitto internazionale. A tirare questo filo, con la precisione del chirurgo e la passione della cronista di razza, è stata Tiziana Ferrario, madrina d’eccezione per l’inaugurazione della XIV edizione di "Cervo in Blu d’Inchiostro".
In un incontro fiume di quasi due ore, la giornalista ha presentato il suo ultimo romanzo, "Anna K. Il romanzo della straordinaria vita di Anna Kuliscioff", trasformando l’Oratorio di Santa Caterina in un laboratorio di memoria e impegno civile.
La "Dottora" dei poveri: un’eredità tradita?
Il racconto parte dal 31 dicembre 1925. Un’Italia che sta scivolando nel buio del fascismo dà l'ultimo saluto ad Anna Kuliscioff. Tiziana Ferrario restituisce dignità a una donna che non fu solo la compagna di Filippo Turati, ma il vero motore ideologico del socialismo riformista italiano. Attraverso le sue parole, emerge la figura di una scienziata e politica che ha lottato per il suffragio universale e per i diritti dei lavoratori quando farlo significava rischiare il carcere e l'esilio.
L'atrocità dimenticata: le donne al fronte
Il momento più crudo e necessario della serata è stato il passaggio dedicato alle "case chiuse" al fronte. Ferrario ha squarciato il velo di silenzio su quelle donne che, durante la Prima Guerra Mondiale, venivano utilizzate come "sfogo" per soldati ormai svuotati di ogni speranza.
"Donne che hanno sofferto le stesse atrocità dei fanti in trincea, ma che la Storia ha scelto di dimenticare", ha sottolineato l'autrice. Questo parallelismo è servito a connettere il passato al presente: oggi come allora, nei conflitti che insanguinano il mondo, il corpo delle donne resta un terreno di guerra, una sofferenza che spesso scompare dalle cronache ufficiali.
Il giornalismo come "schiena dritta"
Non è stata solo una lezione di storia. Da grande inviata internazionale, Tiziana Ferrario non ha risparmiato critiche al ruolo del giornalismo oggi. In un’epoca di lotte di potere e conflitti d’influenza, la sfida è restare fedeli ai fatti, anche quando sono scomodi.
Analizzando l'ascesa di Mussolini – raccontato nel libro prima che diventasse il Duce, quando ancora scompaginava il Partito Socialista dalla direzione dell’Avanti! – la giornalista ha lanciato un monito: la democrazia non è un bene acquisito una volta per tutte, ma una conquista quotidiana che richiede vigilanza e una stampa libera da condizionamenti.
Un Manifesto per il futuro
L'incontro si è chiuso con una riflessione sulla politica fatta di passioni e coerenza, qualità che la Ferrario vede sbiadire nel panorama contemporaneo. Anna Kuliscioff diventa così non solo un personaggio storico, ma un simbolo per le nuove generazioni: un invito a non essere indifferenti.
L'inaugurazione di Cervo in Blu d'Inchiostro ci lascia con una certezza: ricordare la vita di Anna K. non è un esercizio di nostalgia, ma un atto politico necessario per restare umani.
Il video non è solo la presentazione di un libro, ma un manifesto civile. Tiziana Ferrario usa la storia di Anna Kuliscioff per parlare di diritti del lavoro, violenza sulle donne, libertà di stampa e il pericolo dell'indifferenza.
1. Il senso del libro su Anna Kuliscioff [01:37]
Tiziana Ferrario spiega che, nonostante il nome di Anna Kuliscioff sia noto, la sua figura storica è stata spesso messa in ombra. Ha scelto la forma del romanzo e non del saggio perché la vita di Anna è stata "incredibile e avventurosa" [02:24]. Viene descritta come una donna russa ebrea che scelse l'esilio per studiare medicina (in Italia fu una delle prime ginecologhe) e che pagò le sue battaglie con il carcere [03:00].
2. La "Dottora dei poveri" e la solidarietà [16:31]
Un punto centrale del video è l'attività di Anna nei quartieri poveri di Milano (come Brera o Corso Garibaldi, che all'epoca non erano zone di lusso). Insieme ad Alessandrina Ravizza, Anna offriva assistenza medica gratuita. La Ferrario sottolinea come queste donne non facessero semplice "carità", ma cercassero di dare strumenti di riscatto attraverso l'istruzione e il lavoro [21:33].
3. I "Casini di Guerra" (Il tema crudo) [23:42]
Rispondendo a una domanda degli studenti, la Ferrario affronta un tema poco noto della Prima Guerra Mondiale: la gestione della prostituzione da parte dei comandi militari. Spiega come lo Stato avesse organizzato bordelli al fronte per i soldati, trattando le donne come "carne da macello" [26:55]. È un passaggio molto forte in cui la giornalista denuncia come questa parte della storia sia stata deliberatamente nascosta dagli archivi ufficiali [28:44].
4. Il rapporto con Turati e il potere dietro le quinte [34:25]
Viene analizzato il legame di 40 anni con Filippo Turati. Attraverso i loro carteggi, emerge che Turati (parlamentare) chiedeva consiglio ad Anna su ogni mossa politica. Lei, che non poteva votare né essere eletta, era la vera mente strategica che "dava la linea" al Partito Socialista [35:05].
5. L'incontro con il giovane Mussolini [52:03]
La Ferrario racconta un episodio del libro: Mussolini che entra nel salotto di Anna a 29 anni. Anna intuisce subito la sua natura irruenta e non si fida delle sue rassicurazioni [53:43]. Viene anche citato il ruolo di altre donne vicine a Mussolini, come Angelica Balabanoff e Margherita Sarfatti [55:14].
6. Riflessione sul giornalismo oggi [01:01:09]
Incalzata dalla professoressa Milanese, la Ferrario lancia un duro monito:
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Crisi di identità: Molti giornalisti oggi fanno i "portavoce" invece dei cronisti [01:03:34].
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Il caso Rai/Mosca: Critica la scelta della Rai di aver chiuso temporaneamente la sede di Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina, sostenendo che il buon giornalismo deve restare sul campo anche nei paesi "nemici" per informare correttamente [01:06:12].
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Proprietà dei media: Parla del conflitto di interessi quando i grandi industriali (cita anche Jeff Bezos e il Washington Post) possiedono i giornali e ne condizionano la linea per non disturbare il potere [01:13:23].
7. L'attualità e l'America [01:08:10]
Essendo stata corrispondente dagli USA, parla della sua esperienza con Trump e della reazione delle donne americane (il movimento Women's March e il Me Too), spiegando come la politica di Trump abbia colpito direttamente la salute femminile [01:10:09].




