Locandina Presentazione Libro su Trans Europe Express a Ventimiglia

Venerdì 11 settembre alle ore 17.00, la sala D.L.F. di Ventimiglia ospita la presentazione del libro di Anthony Gouthez dedicato al ruolo storico e geopolitico dei leggendari treni T.E.E. nella costruzione dell'Europa unita.

 

Dalla Riviera dei Fiori all'Europa dei binari: il mito dei Trans Europ Express e la centralità strategica di Ventimiglia

La ferrovia non è soltanto una linea ferrata tracciata sulle mappe geografiche, ma il sistema circolatorio di un’idea politica, economica e culturale. Quando nella seconda metà del Novecento l'Europa ferita dalle divisioni cercava una strada per ricucire il proprio tessuto sociale, i treni di lusso Trans Europ Express (TEE) hanno rappresentato molto più di un servizio d'élite per passeggeri d'affari: sono stati il primo vero manifesto mobile di un continente senza frontiere.

Di questo si è discusso nel corso di un intenso e partecipato appuntamento culturale ospitato nella sala D.L.F. di Ventimiglia, promosso dal Museo Nazionale Trasporti di Taggia/Arma e La Spezia, in sinergia con il Dopolavoro Ferroviario di Ventimiglia e l’Associazione Treni Storici Liguria. Al centro della riflessione, il volume di Anthony Gouthez – dottore di ricerca in Storia dell’Europa presso l'Università La Sapienza di Roma – intitolato “Il progetto Trans Europe Express nella costruzione europea – Il ruolo delle ferrovie nel connettere gli europei”.

Un'opera e un dibattito – introdotti e moderati dalla Professoressa Rita Zanella e relazionati con grande taglio critico dal Dottor Franco Dell’Amico – che hanno ribaltato la prospettiva tradizionale: i TEE non furono un semplice esercizio di stile ferroviario o un amarcord per nostalgici dei convogli lucidi e veloci, ma un laboratorio di ingegneria geopolitica. Sincronizzare gli orari, abbattere le barriere doganali percepite e velocizzare i collegamenti tra le grandi metropoli dell'Europa occidentale significava, di fatto, accelerare la nascita della coscienza comunitaria.

La Riviera dei Fiori e Ventimiglia: lo specchio di una vocazione transfrontaliera

Se l'Europa del secondo dopoguerra ha trovato nei TEE la sua spinta propulsiva verso l'integrazione, l'analisi si sposta inevitabilmente sul nostro territorio, ponendo un focus d'eccezione sulla Riviera dei Fiori e sulla stazione internazionale di Ventimiglia.

Porta d'accesso occidentale della penisola e storico punto di snodo tra il sistema ferroviario italiano e quello francese, Ventimiglia incarna plasticamente la sfida della mobilità transfrontaliera. Il video dell'evento documenta come il dibattito si sia focalizzato sulla necessità vitale di ripensare le infrastrutture di confine: in un'epoca in cui si parla costantemente di transizione ecologica e mobilità sostenibile, la stazione di Ventimiglia non può essere ridotta a un semplice terminale di periferia, bensì deve tornare a essere il fulcro dinamico di un asse europeo che unisce l'Italia, la Francia e l'Europa centrale.

La memoria visiva e il modellismo come strumenti di divulgazione scientifica

Ad arricchire il valore della giornata, le proiezioni di filmati storici d'archivio e l'affascinante esposizione di modellismo ferroviario in scala H0 curata dai soci del Museo Nazionale Trasporti di Taggia/Arma. Immagini e riproduzioni in miniatura che hanno fatto da contrappunto visivo alle parole dell'autore, evidenziando il legame profondo che unisce la Liguria di Ponente alla grande epopea della rotaia.

Come ha sottolineato Anthony Gouthez – studioso formatosi tra Roma, Ginevra, Lione e Grenoble e da sempre affascinato dal treno non solo come mezzo, ma come vera e propria esperienza formativa – la storia dei trasporti è la chiave di lettura per comprendere le derive e le opportunità del nostro presente.

Il messaggio che emerge da Ventimiglia è forte e chiaro per gli amministratori locali e per i decisori politici: senza una visione strategica che valorizzi le aree di cerniera come la Liguria e il suo Ponente, l'integrazione europea rischia di rimanere un'incompiuta sulla carta. La rotaia, ieri come oggi, resta il banco di prova della nostra capacità di unire i territori e le persone.

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